Henri Frédéric Amiel – Progresso
Mille cose avanzano, novecentonovantanove regrediscono: questo è il progresso.
Mille cose avanzano, novecentonovantanove regrediscono: questo è il progresso.
Tutti i progressi dell’uomo sono vani se non elimineremo dal mondo la malnutrizione.
Ci lamentiamo negli anni delle mutevoli stagioni, e assecondiamo l’irragionevole metamorfosi dell’umanità dirottata su pericolosi sentieri.
Pensare? Perché pensare! Abbiamo i computer che lo fanno per noi.
Il razzismo ha una delle sue ragioni fondamentalmente semplice. L’uomo bianco ha sempre avuto il vezzo di stuprare la natura annullando il senso della vita creando la società consumistica. Ha sempre avuto il bisogno di dimostrare il suo potere ergendo costruzioni imponenti che altro non sono che metafore dell’erezione. Potere e virilità, fobie dell’uomo. Non c’è un gioco popolare di squadra che non si debba agitare una mazza o infilare una palla dentro qualcosa. Il “povero” neretto essendo più dotato almeno d’un paio di “citti” del viso pallido ha sempre dato fastidio. Infatti, in uno dei momenti storici più “civili” Malcom X fu condannato dalla “giustizia” a 10 anni di lavori forzati perché amante di una donna scolorita.
Andiamo gente, non siate così tristi. Il mago della pioggia sta per giungere in città per mutare il vostro tempo e la vostra fortuna, e vi insegnerà come trovare voi stessi.
Il progresso del genere umano sembra innegabile; un tempo per esempio la giustizia era sempre ingiusta, ora invece, talvolta capita anche il contrario.