Hermann Hesse – Desiderio
La massima sofferenza e la suprema voluttà hanno un’espressione perfettamente simile.
La massima sofferenza e la suprema voluttà hanno un’espressione perfettamente simile.
A noi immortali non piace essere presi sul serio, ci piace scherzare. La serietà, caro mio, è una nota del tempo: nasce, te lo voglio confidare, dal sopravvalutare il tempo. Anch’io una volta stimavo troppo il tempo e desideravo perciò di arrivare a cent’anni. Ma nell’eternità, vedi, il tempo non esiste; l’eternità è solo un attimo, quanto basta per uno scherzo.
“E cosa avresti desiderato?” chiesi piena di dubbi “tu puoi avere tutto.””Ho desiderato te.” E il suo sorriso si spense. “Non ne avevo il diritto ma ho allungato la mano e ti ho presa ugualmente. E ora, guardati cosa sei diventata! Stai cercando di sedurre un vampiro.” Scosse la testa con finto orrore.”Non è peccato desiderare ciò che è già tuo, lo sai. E poi, pensavo fossi preoccupato per la mia virtù.””Lo sono. Se per me è troppo tardi… Bè andrei all’inferno, e dico sul serio, pur di impedire che ci finisca tu.””Non puoi lasciarmi andare in un posto in cui tu non ci sarai.” dissi “Per me quello è l’inferno. Comunque, c’è una soluzione anche a questo: che ne dici di diventare immortali?”
Sessualità repressa: primo passo verso il divano dello psicologo.
Non c’è felicità nell’essere amati. Ognuno ama sé stesso; ma amare, ecco la felicità.
Abbiamo bisogno di cose semplici, quelle che non si raccontano. Si fanno.
Chi scherza con il desiderio cerca solo un pretesto di scottarsi con il fuoco.