Hermann Hesse – Felicità
La felicità? – disse il bell’uccello e rise con il suo becco dorato, – la felicità, amico, è ovunque, sui monti e nelle valli, nei fiori e nei cristalli.
La felicità? – disse il bell’uccello e rise con il suo becco dorato, – la felicità, amico, è ovunque, sui monti e nelle valli, nei fiori e nei cristalli.
Immagino la vita come una lunga passeggiata con tanti incroci, divieti, e sensi unici. Credo che la felicità o l’infelicità sia determinata propio dalla scelta che decidiamo di fare in questo percorso, a quale svincolo uscire. Non mi rattrista tanto la consapevolezza del propio errore, fà davvero male a metà percorso, accorgersi che sia un altra persona a condurti nella direzione avversa! E il destino ad esserne un po’ complice!
L’affetto è un’emozione che manifesta l’amore.
Per essere felici dovremmo imparare ad apprezzare le semplici cose.
Così selvaggia e insaziabile è la vera voglia di viaggiare, lo stimolo di conoscere e di sperimentare cose nuove, che nessuna conoscenza e nessuna esperienza riescono a saziare. Uno stimolo che è più forte di noi e di tutte le catene, che vuole sempre più sacrifici da chi ne è dominato. […]Quando la terra chiama, quando ai vagabondi giunge il richiamo del ritorno e per noi irrequieti si delinea il luogo del riposo, allora alla fine non sarà un congedo, una timida resa, ma piuttosto un assaporare, grati e assetati, la più profonda delle esperienze.
Siate felici! E se qualche volta la felicità si scorda di voi, voi non vi scordate della felicità.
È l’attesa che tara l’intensità della bilancia della nostra gioia.