Ilaria Pasqualetti – Angelo
Alle volte guardo il cielo e penso che sarebbe bello salire lassù per abbracciare di nuovo le persone a me care che non posso avere più sulla terra.
Alle volte guardo il cielo e penso che sarebbe bello salire lassù per abbracciare di nuovo le persone a me care che non posso avere più sulla terra.
Le ali servono agli angeli, a me servi tu: l’ala che mi manca.
Col tempo ho imparato a pensare a me stessa, non sono diventata menefreghista, ho semplicemente capito che non posso occuparmi degli altri se prima non mi occupo di ciò che serve a me per essere serena, ho capito che non posso essere pronta per tutto e tutti, che anche io ho i miei problemi e devo risolverli, ho capito che non tutti sono come me e si affidano agli altri, ma è necessario pensare se questi “altri” hanno la capacità e possibilità di aiutare. Ho voluto scegliere me stessa per poter avere la forza di essere una spalla, ma questa spalla alle volte cede e questo non è egoismo, ma consapevolezza di non poterci essere.
Gli angeli possono volare perché si sentono leggeri.
Un semplice fiore nato per caso in un prato, in mezzo a tanti altri, ma avrà qualcosa di speciale se ho preso questo, ed è l’emozione diversa che suscita ognuno di loro, esattamente come negli esseri umani.
Nessuno è perfetto, ma qualcuno è totalmente imperfetto.
Sono i nostri sogni gli angeli che di notte vegliano il nostro sonno, mentre di giorno ci guidano silenziosi.