Immanuel Kant – Felicità
La moralità non è propriamente la dottrina del come renderci felici, ma di come dovremo diventare degni di possedere la felicità.
La moralità non è propriamente la dottrina del come renderci felici, ma di come dovremo diventare degni di possedere la felicità.
Per trovare la strada giusta dovrai prima perderti, non una volta ma mille volte, solo così arriverai a destinazione: la tua!
Le persone che ti amano sono quelle che sanno renderti felice.
Quando siamo stati pensati qualcosa deve essere andato storto: quel non capire quanto è importante qualcosa finché non c’è più. Quel non rendersi conto di quanto valga quella persona, quella sensazione, quel “sentirsi così” finché non se ne va e concentrarsi invece su qualcosa che non c’è e vorremmo avere, salvo poi normalizzarlo quando si ha. Quasi ogni sera faccio il gioco delle cose belle che ho: mi aiuta a guardare le cose da una migliore prospettiva. Mi aiuta a essere una persona serena e lontana dal pendolo che sembra scandire la vita di tanti tra il dolore di non aver qualcosa e la noia di averlo raggiunto.
Le esperienze della vita ti fanno arrivare ad un punto che la tua felicità diventa un obiettivo. Hai la sensazione che è in tuo potere e gli altri non possono più gestirla per te. Saranno tante le batoste che ti avranno regalato cicatrici ma da quei dolori potrai sventolare una bandiera no bianca ma piena dei colori preferiti, profumata da profumi forti e freschi, fatta dalla stoffa forte dura nuova delle consapevolezze.
Chi pretende dall’altro tutto e rifiuta ogni dovere, non troverà mai la felicità.
Felicità è anche aprire un buon libro per studiare e imparare qualcosa di nuovo, battibeccare per futilità con mamma, farsi abbracciare dalla propria migliore amica, passeggiare indossando quel maglione anni ’80 scovato al mercatino delle pulci, andare a trovare l’instancabile papà a lavoro, meravigliarsi per le luci di Natale, emozionarsi al chiarore della luna, farsi coccolare dalla propria sorella, giocare col nipotino che diventa sempre più bello, ricevere la telefonata inaspettata di un’amica, mettersi di fronte allo specchio e apprezzare quel che si vede riflesso.