Ingrid Rivi – Frasi d’Amore
Il cuore è un volto senza occhi,una mente senza ragioneun orecchio sordocapace solo di seguire il profumo dell’amore.
Il cuore è un volto senza occhi,una mente senza ragioneun orecchio sordocapace solo di seguire il profumo dell’amore.
Ciò che riscontri a primo impatto, è emozione vera.
Amare ed essere innamorati, è come indossare due scarpe diverse.
T’amavo ancor prima che nascessi.T’amavo ancor prima di conoscerti,Ma ora che ti conosco t’amo più di prima,Il mio amore per tecresce come cresci tu amor mio.Tu sei e sarai sempre l’amor della mia vita,piccola figlia mia.
Paradossalmente, non ero innamorata di te. Non lo ero mai stata, nemmeno durante i sette giorni di felicità o nel periodo della casa nel bosco, perlomeno nel senso che di solito si dà a questo termine. Parlo del desiderio fisico che annebbia la vista e interrompe il respiro al solo guardare la creatura amata, del brivido che ti intirizzisce e ti scioglie al solo sfiorarle una mano, una guancia, sicché tutto in lei diventa unico e insostituibile, perfino l’odore del suo fiato, il sudore della sua pelle, i suoi stessi difetti che anziché difetti ti sembrano qualità deliziose: hai bisogno di lei come dell’aria, dell’acqua, del cibo, e in take schiavitù muori di mille morti ma sempre per resuscitare, esserle schiavo di nuovo. Questi sintomi io li conoscevo, ma in coscienza non potevo dirmi d’averli avvertiti in nessun momento per te.
E se fosse che di passione morir devo, più dolce morte non fu gradita se…
Nelle ore notturne, quando i pensieri sono tenaglie, quando il desiderio di te è tagliola, quando divento il mio peggior nemico, spaventoso pericolo, la punta di una stilografica mi trafigge, lenta, il cuore in una carezzevole quanto sadica tortura e mi abbandono alle confessioni, ai rigurgiti di passione che hanno un solo volto ed un solo nome, l’innominabile e l’irraggiungibile che così bene rifocillano il protendere smanioso verso te. Zone scure, zone chiare, salti funambolici tra mille fantasie, librarsi in aria tra abbracci virtuali, baci umidi, accennati, poi, forti. Ritorno alla mia stilografica che preme di più tra le vene pulsanti, sgorganti, grondanti sangue misto a voglia, immagino solo la tua pelle a lenirla nel suo bruciore intenso. Tu, cura delle mie ustioni scritte nell’anima.