Ippolita Avalli – Frasi Sagge
Sebbene in modo confuso, capisco che il dolore mi serve, mi ci appoggio come uno storpio alla sua stampella.
Sebbene in modo confuso, capisco che il dolore mi serve, mi ci appoggio come uno storpio alla sua stampella.
Il mio sole tramonta per rinascere ma solo una stella potrà farmi uscire da questo buio; la stella della speranza mai svanita, dei sogni ancora da realizzare, dell’amore ‘immenso da raggiungere.
Il cannone per loro era solo un rumore. È per questo che le guerre possono durare. Anche quelli che la fanno, che ci sono dentro, non se la immaginano mica. Una pallottola in pancia, avrebbero continuato a tirar su vecchie scarpe per via, perchè potevano ancora servirè. Come il montone che, sul fianco, in un prato, agonizza e bruca ancora. La maggior parte della gente non muore che all’ultimo momento; altri cominciano e si prendono vent’anni d’anticipo e qualche volta anche di più. Sono gli infelici della terra.
Nel mio mondo scarseggia l’onestà intellettuale, ma non l’intelligenza. Non sono tutti ammattiti. Vedono qualcosa che c’è. Ma quel che c’è, io non riesco a guardarlo con quegli occhi lì.
Non patisce mancanza chi non sente desiderio.
Non guardare troppo in alto, rischi di finire a vedere per terra.
Il mondo è monotono, gli uomini non imparan nulla e ricascano a ogni generazione negli stessi errori ed orrori, gli avvenimenti non si ripetono, ma si somigliano: finiscono le novità, le sorprese, le rivelazioni.