Irene Pampanin – Frasi sulla Natura
La montagna è intatta, aggrappata al cielo. Fili invisibili appendono le pietre alle nuvole. La cima immobile ha la testa tra le stelle, la neve sulle spalle, la sabbia sulle ginocchia e un lago sotto i piedi…
La montagna è intatta, aggrappata al cielo. Fili invisibili appendono le pietre alle nuvole. La cima immobile ha la testa tra le stelle, la neve sulle spalle, la sabbia sulle ginocchia e un lago sotto i piedi…
Dagli animali l’uomo ha molto da imparare… Anzitutto.
Io sto di casa più che posso con la natura e men che posso con l’arte.
L’onda, dopo la sua danza, si inchina alla terra prima di morire.
Come un’estate incerta, tra quei rami verdi ed esperti ti sei immersa. E mentre una nuvola osserva un melo, uno stormo di uccelli si libra nel cielo.
Non avranno speranze neanche con tutte le scaltrezze per mascherare la realtà: non potranno cambiare l’essere con lo spirito, cioè l’avere, né invertirlo. Provandoci, danneggeranno sempre la struttura di base su cui si regge la creazione, con effetti anche devastanti. Dio e gli angeli non ne usciranno mai finché non capiranno l’unica verità: il Male, quello con la m maiuscola, sono sempre stati loro e solo loro, da prima dell’inizio dei tempi. Ogni azione per cambiare, per possedere più spirito possibile estratto dalle loro vittime, allungandosi la vita, raddoppiando l’energia del Sistema, anche se cercheranno di farlo apparire cosa buona, resterà immutata la vera natura delle intenzioni e degli effetti. Rispettando la matematica, che non si sottomette e non si inverte alla volontà né alle magie, rispetteranno e salveranno la vita, inclusa la loro, dall’inferno, dove calerà t utto se le leggi fisiche che danno alla materia e allo spirito il giusto equilibrio subiranno per troppo tempo il tentativo di mutarle, e la luce che da energia all’intero cosmo continuerà a splendere raddoppiata fino a consumarsi ed estinguersi per sempre.
Non sono ancora stanco della vita selvaggia, anzi apprezzo sempre più la sua bellezza e l’esistenza errante che conduco. Preferisco la sella al tram e il cielo stellato al soffitto, preferisco il sentiero oscuro e difficoltoso verso l’ignoto alla strada asfaltata, e la pace profonda del selvaggio allo scontento generato dalle città…È vero… mi manca compagnia intelligente, ma sono così poche le persone con le quali posso condividere ciò che per me è tanto importante che ho imparato a contenermi. La bellezza intorno a me è sufficiente.