Irene Pampanin – Frasi sulla Natura
La cengia fa paura (…). È vertiginosa, verticale, scura, bagnata. Ti sfida ma io non la sfido perché è la montagna che amo e quindi la rispetto.
La cengia fa paura (…). È vertiginosa, verticale, scura, bagnata. Ti sfida ma io non la sfido perché è la montagna che amo e quindi la rispetto.
Ho guardato nella superficie del passato, nelle parole, con vicino l’immondizia caduta, e quello che ci ho visto, non so come, è una cosa incredibile: il mare della matematica. Un sogno si può rivelare per quello che non si credeva fosse davvero, un’equazione nella matematica del Sistema. Un assassinio non cancella, non evita, ma conferma e comincia. Infatti solo quello che muore, costretto a diventare mattoni per l’immortalità degli dèi e del Messia, che non è mai morto e cerca anzi di evitarlo, e per la gloria di Dio, si espande nella luce e si trasforma in Zero e Uno, può germogliare e ramificare.
Si tratta di segliere: in quanto uomini abbiamo la facoltà di meditare la via dell’armonia con l’universo, di attingere a qualcosa di infinitoe di unirci alla realtà universale. Unica e ricca d’amore.
Gli uccelli sono le sveglie degli alberi.
La sera è come una bacinella d’acqua: ti ci immergi per rimuovere le impurità del giorno.
In un attimo il buio si accende del giorno, e nel giorno la natura tributa il suo inno alla vita, la nostra vita.
La natura collabora l’uomo no… distrugge creando i suoi mondi dimenticandosi che ne è parte.