Isabella Santacroce – Libri
Tutto ti ricorda tutto qua e sono tanti i ricordi da sedare, abbandonare, annullare. Parole e volte da evitare cercando sconosciute situazioni. Reinventare. Reinventare un passato e un futuro. Nuova polvere e nuove acque.
Tutto ti ricorda tutto qua e sono tanti i ricordi da sedare, abbandonare, annullare. Parole e volte da evitare cercando sconosciute situazioni. Reinventare. Reinventare un passato e un futuro. Nuova polvere e nuove acque.
In tutte le città setacciavo le biblioteche. Un libro dopo l’altro. Pochi mi dicevano qualcosa. Per lo più erano come polvere nella mia bocca, sabbia nella mia mente. Nessuno aveva niente a che vedere con me o con quel che provavo.
Nel nostro gruppo è diverso il tipo di libertà che arriva attraverso la droga.Noi non abbiamo bisogno del Sound per farci rintronare con la musica ad altissimo volume. Per quelli del nostro gruppo è proprio il colmo farsi il trip della libertà sotto lo sbriluccichio delle reclame del Kurfurstendamm.Noi tutti odiamo la città. Siamo nel trip della natura totale. Il fine settimana giriamo per tutto lo Schleswig – Holstein in macchina e poi a un certo punto camminiamo a piedi finché non troviamo un posto assolutamente figo.Andiamo spesso nel moor, in posti dove garantito non ci arriva nessuno.Ma la cosa più fantastica è la nostra cava di calce. Un buco pazzesco in mezzo al paesaggio. Lungo quasi un chilometro, largo trecento metri e profondo cento.Le pareti sono perpendicolari. Lì sotto è molto caldo. Non c’è vento. Ci crescono le piante che non ho mai visto altrove. E dei ruscelli chiarissimi scorrono in questa valle pazzesca. Dalle pareti scendono cascate. L’acqua colora le pareti di rosso ruggine.Dappertutto ci sono dei macigni bianchi che sembrano ossa di animali preistorici e forse sono proprio delle ossa di mammuth.Le enormi scavatrici e i carrelli di trasporto, che di giorno fanno un rumore che nevrotizza, durante il fine settimana sembrano come inadoperati da secoli. La calce li ha resi completamente bianchi già da un sacco di tempo.Siamo completamente soli in questa valle della follia.Le pareti perpendicolari di calce ci separano tutt’intorno dal resto del mondo. Da fuori non arriva nessun rumore. L’unico rumore lo fanno le cascatelle.Noi ci immaginiamo di comprarci la cava di calce quando non verrà più sfruttata. E lì sotto ci vogliamo costruire delle case di legno con un enorme giardino pieno di animali e con tutto quello di cui uno ha bisogno per vivere.L’unica strada che c’è per arrivare alla cava la vogliamo chiudere.Non avremmo comunque più alcuna voglia di ritornare su.
Oddio. L’ho detto.Innamorato.Come se fosse scritto in grassetto.Innamorato.O gridato in maiuscolo.Innamorato!Ma lo sapevo già. Non mi ero mai sentito così. Posso anche indicare con esattezza il momento in cui è successo.
L’unico e vero maestro di vita è la vita stessa.
Ci sono stati uomini che, all’insaputa dei più, hanno profanato certi templi nella speranza di avere un contatto diretto con la divinità, nel bisogno di averne la dimostrazione davanti alla sua ira. Ci sono uomini – oggi – che, all’insaputa dei più, profanano il proprio corpo, tempio compiuto, per arrivare all’anima e toccarla, avere la dimostrazione di esistere nella realtà.
La stilografica si fermò di colpo e gli occhi di Marina incrociarono i miei.Chiuse in fretta il quaderno.