Italo Calvino – Accontentarsi
A un certo punto era solo questo rapporto a interessarmi, la mia storia diventava soltanto la storia della penna d’oca della monaca che correva sul foglio bianco.
A un certo punto era solo questo rapporto a interessarmi, la mia storia diventava soltanto la storia della penna d’oca della monaca che correva sul foglio bianco.
E io restavo senza parola, perché capivo che la cucina era il solo luogo di tutta la casa in cui quella donna veramente vivesse, e il resto, le stanze adorne e continuamente spazzolate e incerate erano una specie di opera d’arte in cui lei riversava tutti i suoi sogni di bellezza, e per coltivare la perfezione di quelle stanze si condannava a non viverci, a non entrarci mai come padrona ma solo come donna di fatica, e il resto della giornata a passarlo nell’unto e nella polvere.
L’inconscio è l’oceano dell’indicibile, di tutto ciò che è stato espulso dalla terra del linguaggio, rimosso come risultato di un’antica proibizione.
Coglierò per tel’ultima rosa del giardino,la rosa bianca che fioriscenelle prime nebbie.Le avide api l’hanno…
Ci sono eroi non celebrati, gli eroi di tutti i giorni, i giorni comuni invisibili ai più, persone che sono in prima linea anche se sono nelle retrovie, persone che combattono il quotidiano e si danno agli altri, a volte senza neanche accorgersene, senza clamore, senza divise e senza allori. Questi sono i veri eroi!.
Nella vita quando le cose non vanno nel verso giusto è meglio accontentarsi e rassegnarsi, ma quando poi ci rassegniamo ci accorgiamo che già la stessa rassegnazione è una lotta continua, allora non c’è via di scampo. La vita contro la nostra volontà continua a rimanere una lotta perpetua. Ma è bella proprio per questo perché con ogni ostacolo che ci troviamo di fronte ogni giorno cresciamo e traiamo soddisfazione da queste nostre piccole vittorie.
Nulla sa ne ottiene, colui che non chiede o lo fa in malo modo!