Italo Calvino – Frasi Sagge
Stavano venendo dei tempi magari più tolleranti, ma più ipocriti.
Stavano venendo dei tempi magari più tolleranti, ma più ipocriti.
Così si potesse dimezzare ogni cosa intera, – disse mio zio coricato bocconi sullo scoglio, carezzando quelle convulse metà di polpo, – così ognuno potesse uscire dalla sua ottusa e ignorante interezza. Ero intero e tutte le cose erano per me naturali e confuse, stupide come l’aria; credevo di vedere tutto e non era che la scorza. Se mai tu diventerai metà di te stesso, e te l’auguro, ragazzo, capirai cose al di là della comune intelligenza dei cervelli interi. Avrai perso metà di te e del mondo, ma l’altra metà rimasta sarà mille volte più profonda e preziosa. E tu pure vorrai che tutto sia dimezzato e straziato a tua immagine, perché bellezza e sapienza e giustizia ci sono solo in ciò che è fatto a brani.
Le cicatrici sono i graffi che il tempo ha inferto all’anima e al corpo per marchiare a fuoco il suo passaggio, ma più sono profonde e più profumano di saggezza.
Esistono tre modi per imparare la saggezza:Primo, con la riflessione, che è il metodo più nobile;Secondo, con l’imitazione, che è il metodo più facile;Terzo, con l’esperienza, che è il metodo più amaro.
Le persone migliori non sono quelle che ti riempiono di belle parole per rassicurarti e tenerti in piedi lasciando accesa dentro te quella piccola luce di speranza. Le persone migliori sono quelle che si battono con te e per te. Sono quelle che ti dicono quanto stai sbagliando. Sono quelle che non lasciano speranze inesistenti ma dolorose verità. Le persone migliori sono quelle che anche se ti fanno male con il tempo capirai che quel dolore è stato il tuo bene. Le persone migliori sono rare, ma e le trovi tienile strette e fanne tesoro.
Le parole possono essere superficiali nell’esprimere ciò che si ha nel cuore. Sono i fatti che solidificano e fortificano il significato di ciò che si prova. Sono gli abbracci che dimostrano l’intensità dell’emozioni, sono i sorrisi che illuminano davvero il cuore di chi ormai non ci crede più. È la presenza e la costanza che riempiono di speranza, questo presente così scialbo e muto di sentimenti e di manifestazioni!
Il mondo ascolta più i testimoni che i maestri e se ascolta i maestri è perché sono anzitutto dei testimoni.