J.R.R. Tolkien (John Ronald Reuel Tolkien) – Libri
“Non ho forse il diritto di comandare ai miei servitori?”.”Ne hai il diritto”, rispose Gandalf, “ma gli altri hanno il diritto di opporsi al tuo volere, quando significa pazzia e infamia”.
“Non ho forse il diritto di comandare ai miei servitori?”.”Ne hai il diritto”, rispose Gandalf, “ma gli altri hanno il diritto di opporsi al tuo volere, quando significa pazzia e infamia”.
Diceva che sono pochi, pochissimi i libri che terminano con l’ultima riga, e sono i più crudeli, perché non ti danno il tempo di salutare la storia, i personaggi, di distaccarti con la lentezza e la malinconia che inevitabilmente caratterizzano la fine, quando conti le pagine per vedere quanta storia puoi trascorrere ancora insieme all’autore. Non c’è amore più intimo e incompreso di quello di un libro che ti piace, mi ripeteva, e a me sembrava il discorso di un vecchio.
I libri sono bocche da sfamare con l’inchiostro dell’anima.
La trasformazione del Dottor Jekyll si può pericolosamente leggere come un esperimento tratto dal ‘Lancet’.
A volte usiamo termini che pensandoli attirano la nostra attenzione, anche se ci rendiamo conto che non del tutto descrivono quello che vogliamo descrivere, e come archeologi di spazi invisibili e parole perdute, sondiamo figure e idee, per ricavare da scarne ossa nella polvere di anni senza fine, un passato e un futuro che somiglino a quello che c’è davvero, a quello che si trova dietro questa luce, a questi respiri interrotti. Abisso, Alieno, rappresentano in certi casi, concetti talmente inconcepibili, che un nome limitato può spiegare in parte, rasentandone la vera natura.
Mai preventivare un insuccesso.
Scegliamo di essere scrittori, non soltanto perché amiamo leggere e scrivere, ma, soprattutto, perché amiamo emozionarci e far emozionare, sognare e far sognare.