Jacques Normand – Uomini & Donne
Una donna bella gli uomini la guardano; le donne la squadrano.
Una donna bella gli uomini la guardano; le donne la squadrano.
Andare a Cuba con la propria ragazza è come andare all’October fest con una cassa di birra.
“Gerry, spegni la luce!” Holly rise, guardando Gerry che ballava per la stanza esibendosi in uno strip-tease. Si stava slacciando i bottoni della camicia bianca. Inarcò maliziosamente un sopracciglio e lasciò scivolare la camicia giù dalle spalle, quindi la prese con una mano e se la fece roteare sopra la testa.
Le donne hanno per certi atti il senso del pudore assai meno sviluppato che l’uomo. La loro femminilità è ad un tempo arma e difesa.
Tolleriamo forme negli esseri umani che potrebbero inorridirci se le vedessimo in un cavallo.
L’uomo vuol sempre essere il primo amore della donna; alla donna piace essere l’ultimo romanzo dell’uomo.
Entrarle nell’anima. Appartenersi. Entrare in quelle stanze in cui nessuno è entrato mai. Diventare per lei quel pensiero che le scorre nel sangue e non da tregua. Essere in ogni suo respiro. Sensazioni uniche. Meravigliose. Speciali. Per questo non bastano le parole. Non basta parlare o scrivere di passione. Si parla di orgasmo dell’anima e si cerca quello del corpo. Non che ci sia nulla di male, ma la gianduia è una cosa, la nutella un’altra. Che confusione, e quanto siamo brave noi donne a credere alle parole! Seguiamo le parole come serpenti incantati dalla melodia, finché non ci svegliamo, ogni volta con un livido in più, pronte a cascarci di nuovo e ancora e ancora. Siamo “emozionomani”, drogate di emozioni, pronte a rincorrere il pusher di turno. Forse dovremmo solo ricordarci più spesso che nella donna il punto g è nel cervello, non nelle orecchie.