James O’Neill – Musica
Una Messa di Mozart può rendere l’ateo un mezzo credente.
Una Messa di Mozart può rendere l’ateo un mezzo credente.
Un giorno senza musica è come un giorno senza luce.
La fine di un sorriso, che in me resta infinito chiamato mamma. Il dolore è percepire te che non puoi più opporti alla fine del tuo tempo, impassibile te ne stai chiusa nelle tue paure scandite solo dal lento tempo che avanza logorando il tuo essere, ma tanto a te che importa. Non c’è niente che puoi fare, sola, lo sguardo fisso all’ignoto; non c’è parola che susciti in te nessun sorriso, per compagnia solo quell’ultimo rantolo che ti porterà via la vita. E intanto suona dentro te la tua musica, mentre il film che appartiene al tuo vissuto attraversa i tuoi occhi, una lacrima senza criterio si lancia giù dai tuoi occhi, solcandoti il viso per quell’ultima volta, come a giustificarti con noi, quanti rammarichi, quanto avevi ancora voluto vedere, quante cose da fare, ma il dolore smisurato si è impadronito del tuo cuore, il tuo cervello, non da ormai più nessun cenno, non saprò mai se fino all’ultimo hai riconosciuto noi, i tuoi figli che circondavano il tuo fragile corpo, intanto scende la notte e, muto un grido si fa strada dentro me, un grido che non avrà mai un perché, che sa che domani sarà un triste silenzio senza di te mamma.
La regola d’oro della musica è il silenzio. Solo quando il silenzio suona la musica è perfetta, tanto da entrare in risonanza con quella sconosciuta consapevolezza che vive in ogni uomo.
Abbiamo tutti in mente una canzone che resta.
Sempre ci stupisce la musica che sa colorare l’umore e creare spazio dove non c’è, echi di tempo che si riflettono con specchi infiniti dentro l’anima, toccando le corde dei ricordi, i tasti dei sentimenti, suonando il cuore e liberando la mente.
Tu resterai nella mia mente, tu che sei ferite e lacrime… Tu resterai con me per sempre come il giorno che io ti incontrai io lì ti amai.