José Ortega y Gasset – Sport
La cultura non è figlia del lavoro ma dello sport. Si sa bene che attualmente mi trovo solo tra i miei contemporanei nell’affermare che la forma superiore dell’esistenza umana è proprio lo sport.
La cultura non è figlia del lavoro ma dello sport. Si sa bene che attualmente mi trovo solo tra i miei contemporanei nell’affermare che la forma superiore dell’esistenza umana è proprio lo sport.
Il Calcio Deve Restare Marcio.Nobile e sentimentale il presidente FIFA Blatter (curioso cognome levando la “r” finale).Ha sempre dichiarato che la moviola in campo affievolirebbe la passione nei tifosi e comunque il calcio non dev’essere stravolto da tecnologie che toglierebbero tempo e fascino.Ricordo che Blatter ha istituito la regola dei 3 punti per la vittoria, ha varato la regola che il portiere non può toccare con le mani la sfera su retropassaggi difensivi, aveva imposto la regola del golden-gol, fortunatamente abortita dopo breve, pensate, non esisterebbe Italia-Germania 4-3.Inoltre son state introdotte normative fantasiose quali il fuori-gioco attivo e passivo, il fallo di mano volontario o con movimento non congruo.Palle, palle, palle, palle, palle, palle, palle, niente altro che grandissime palle!Tutte norme e regole volte esclusivamente a far sì che l’arbitro possa avere quasi totalità discrezionale nella direzione.Fosse vero che il calcio ha fascino per regole antiche perché introdurre queste.Dirò di più, se queste norme fossero introdotte al contrario sarebbero utili.Pensate come sarebbe semplice, il fallo di mano e il fuori gioco lo sono sempre senza tante balle,invece dei 3 arbitri (il 4°uomo e i 2 dietro le porte che servono a nà ceppa) uno solo a bordo campo con la moviola, così vedrebbe dal campo più quello che tutti vediamo a casa.Il margine d’errore sarebbe ridicolo.Non esiste uno sport che possa esser falsato da un direttore di gara come il calcio.Perfino lo sport forse più antico, certamente più nobile qual è il tennis ha introdotto da tempo la moviola in campo.Troppi interessi scorrono, società quotate in borsa, impressionanti movimenti di scommesse, diritti televisivi etc etc.Esimio Blatte è il lampante esser vilipesi (presi per il culo) che affievola passioni nel tifoso.
Se hai dubbi su ciò che stai facendo, mettiti a correre. Corri a perdifiato, senza mai fermarti. Sentirai nascere in te la rabbia di vincere.
Lo sport è superare i propri limiti fisici con la determinazione mentale!
Avrò segnato 11 volte canestri vincenti sulla sirena, e altre 17 volte a meno di dieci secondi dalla fine, ma nella mia carriera ho sbagliato più di 9000 tiri.Ho perso quasi 300 partite. 26 volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato.Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto.
L’errore peggiore è pensare che quello che conta più di tutto in una partita sia vincere. Niente affatto. Quello che conta è la gloria. È giocare con stile, con bellezza, è andare in campo e travolgere l’avversario, non aspettare che sia l’avversario a farsi avanti e così morire di noia.
Siamo “bianco neri”. Siamo bianchi come la luce e neri come il buio in cui vi abbiamo per l’ennesima volta lasciato. Un campo spesso contestato, un nome spesso storpiato: da Juventini a “rubentini”. Ma in realtà nessuno è santo. Siamo a 33 e in questo bellissimo caso, amici miei, comunque giri quel numero, sempre 33 sono! Chiamateci come volete, disprezzateci. Mentre voi parlate, divorati dalla rabbia, sperando in un affondo noi trionfiamo per la 33esima volta alla faccia vostra. Ne esistono di colori, ma qualsiasi altro colore che non sia “bianco nero” è bello da ammirare solo nell’arcobaleno, nelle emozioni e nelle sfumature di un tramonto. Ma su un campo di calcio, sempre e solo “bianco nero” sia.