Joseph Zicchinella – Arte
Un’opera d’arte conserva in sé il tempo, trattiene e condivide un’emozione per sempre.
Un’opera d’arte conserva in sé il tempo, trattiene e condivide un’emozione per sempre.
Trascinare il core per disegnare il bisogno di un’emozione.
Mi sembra assolutamente assurdo che due semplici abilità facciano sentire autorizzati alla deizzazione di sé stessi… è come guardare il mondo dal ciglio di un precipizio…
Respira, respira nell’ariaNon aver paura di amareParti, ma non lasciarmiGuardati attorno, scegli il tuo terrenoPer…
Dopo pulp e Tarantino, le scene di scalpo non fanno più scalpore.
L’arte è l’unica fonte di ricchezza inesauribile che ci nutrirà nell’anima e le darà sollievo nei momenti bui.
Se si parla di pittura sono d’obbligo Magritte, Permeke e, subordinatamente, Topor. Da evitare Picasso, e persino Pollok, forse anche Rauschenberg e Wahrol. Ammessi invece Kandinsky e Klee; semmai un patetico ricordo di Cy Twombly del periodo romano. Ottimo è, per l’Ottocento, confessare un debole per De Nittis e Boldini, persino per Michetti, e ovviamente per Fattori. Si va sempre bene ora con Boccioni, Balla, il primo Carrà. Fra gli scultori, con Moore non si sbaglia mai; glissare su Manzù e semmai ostentare una qualche nostalgia per Medardo Rosso. Se si parla di musica, evitare gli ovvi entusiasmi per Bach, Beethoven, Mozart; Debussy è sempre ottimamente quotato. Con Mahler si va sul sicuro. Ma Schonberg, la dodecafonia, e persino Nono sono argomenti rischiosi, meglio evitare. Ora si è invece tranquilli con Respighi. All’ovvio Verdi è sempre preferibile Donizetti, se non addirittura Puccini. Con Rossini non si sbaglia mai.