Kahlil Gibran (Gibran Khalil Gibran) – Angelo
Non occorre dover passare la porta del Paradiso per poter incontrare un angelo.
Non occorre dover passare la porta del Paradiso per poter incontrare un angelo.
Quando parlo di angeli terreni mi riferisco a quei perfetti sconosciuti che entrano nella tua vita e poi svaniscono nel nulla. Penso siano veri angeli celesti che vengono messi sulla nostra strada quando ne abbiamo più bisogno e quando succede significa che qualcuno in quell’altra vita ci ama ancora.
Le rane possono anche strepitare più dei tori, ma non sanno tirare l’aratro nel campo né girare la ruota del torchio, e con la loro pelle non si fanno scarpe.
Un angelo o un demone della notte soffia sull’incendio chiuso del mio occhio perduto.
Vieni a me, angelo mio!
Mi dice la mia casa:“Non abbandonarmi, il tuo passato è qui…”Mi dice la mia strada:“Vieni, seguimi, sono il tuo futuro.”E io dico alla mia casa e alla mia strada:“Non ho passato, non ho futuro.Se resto qui, c’è un andare nel mio restare;Se vado là, c’è un restare nel mio andare.Solo l’amore e la morte cambiano ogni cosa.”
Io credo che gli angeli non lasciano mai le persone che amano e che nei momenti difficili siano sempre accanto a noi per guidarci.