Kahlil Gibran (Gibran Khalil Gibran) – Angelo
Non occorre dunque che tu passi attraverso l’inferno per incontrare un angelo.
Non occorre dunque che tu passi attraverso l’inferno per incontrare un angelo.
Come una cicatrice ti posi su me, come una corrente passionale il mio sangue vive di te.
Chi è il mio angelo custode?Rivelati angelo mio.Ho bisogno di te.
Ho scoperto che gli Angeli custodi esistono davvero… io ne avevo uno… era lì, nascosto per anni a osservarmi, a studiarmi… ad attendere, sperando, che io cambiassi e fossi quello che sono ora. Ma io non lo notavo o almeno non volevo farlo… e poi prepotentemente ora sta raccogliendo tutti i miei pensieri… Grazie.
Vorrei… due ali in prestito, per volare da lei, per poi restituirle, perché non mi serviranno più.
“Sento l’aria muoversi e accarezzarmi il viso” ; le finestre e le porte sono chiuse, capisco, ed in silenzio accolgo quella carezza che mi doni al cuore e che lentamente fa scorrere una lacrima dal mio viso che asciugo inutilmente poiché lei è già entrata nel viaggio più bello e sconosciuto alla comprensione umana; il viaggio verso il cuore. Là, dove una volta fermatasi, rimarrà per sempre, in ricordo della tua memoria.Grazie di avermi amato e di avermi concesso la meraviglia della mia infanzia insieme a te che, con le tue risate, la tua spensieratezza e la tua nobiltà d’animo il tuo amore ha alleviato la mia sofferenza ed ha inciso il mio cuore di un eterno ricordo di te in me in quello che oggi riconosco essere “un angelo”.
Corri verso la tua libertà: vivi, amati e ascolta la tua anima. In lei c’è la voce del tuo cuore. Il cuore non ha voce ma lo senti, perché in lui vive il tuo angelo.