Kahlil Gibran (Gibran Khalil Gibran) – Angelo
Non occorre dover passare la porta del Paradiso per poter incontrare un angelo.
Non occorre dover passare la porta del Paradiso per poter incontrare un angelo.
Quale razza mai di angelo potevo essere io in mezzo a un cielo che non…
Angelo custode, tu che sorvegli i miei passi fa che nel mio cammino non ci siano troppe strade chiuse, troppe spine, troppo dolore. Fa che la mia vita abbia un po’ di sollievo. Ti prego, ascolta la mia preghiera e dammi un po’ di serenità.
Se fossi un angelo, ti porterei ogni notte un’emozione… senza tempo!
Preferisco essere un sognatore tra i più umili, con visioni da realizzare, piuttosto che il principe di un popolo senza sogni né desideri.
Nel buio ho trovato il mio angelo. Un angelo pieno di paura e di odio, pieno di rancore e di voglia di vivere. Nel buio l’ho amato, l’ho cullato, abbiamo cantato e sognato. Abbiamo riso e ci siamo amati intensamente. Ma alla luce mi ha annientato.
Ciò che è più amaro, nel dolore di oggi, è il ricordo della gioia di ieri.