Kahlil Gibran (Gibran Khalil Gibran) – Frasi Sagge
Strano che tu abbia compassione di chi stenta a camminare e non di chi stenta a ragionare, di chi è cieco negli occhi e non di chi è cieco nel cuore.
Strano che tu abbia compassione di chi stenta a camminare e non di chi stenta a ragionare, di chi è cieco negli occhi e non di chi è cieco nel cuore.
Non è dove si nasce ma come si vive che importa!
Il ricordo è un modo d’incontrarsi.
L’amore mai conosce la sua interiorità se non nell’ora della speranza.
Il cane che lecca una mano non vede il coltello nascosta nell’altra.
Il vero furbo non è colui che pensa di esserlo, ma colui il quale, sapendo di esserlo, mette in condizioni l’altro di svelarsi qual’egli è. Il vero furbo, usa il fioretto intellettuale, un mix esperienziale culturale, insieme a quell’istinto innaturale, extrasensoriale, usa poteri di imprint visivo-mentale: ciò non è peculiarità del comune furbo, esso è innato, ancestrale peculiarità di chi ha occhi per guardare oltre, nel fondo dell’iride, in quell’unicum qual è il volto nella sua espressività, scannerizzando ogni sguardo e cogitari mutant.
Alcune cose, o tutte, bisogna accettarle così come la vita ce le presenta. Non nell’ordine, nè con la frequenza, nè con la durata che vorremmo ma nel caos dell’incerto e vacillante caso, con quel che le sue leggi hanno di meraviglioso e fugace, di tenebre e comete.