Kahlil Gibran (Gibran Khalil Gibran) – Progresso
Gli alberi sono liriche che la terra scrive sul cielo. Noi li abbattiamo e li trasformiamo in carta per potervi registrare, invece, la nostra vuotaggine.
Gli alberi sono liriche che la terra scrive sul cielo. Noi li abbattiamo e li trasformiamo in carta per potervi registrare, invece, la nostra vuotaggine.
È meglio far la storia che scriverla.
Le idee più chiare e precise sono le più pericolose, perchè non si osa più cambiarle.
Tutte le rivoluzioni divorano i loro stessi figli.
Ai miei tempi, sì che le cose andavano bene: l’adolescente faceva l’adolescente, mentre quello meno giovane, che non comprendeva il comportamento dei giovani, diceva “ai miei tempi, sì che le cose andavano bene”.
Ci sono quelli che danno poco del molto che hanno e lo danno per ottenere riconoscenza, ma questo segreto desiderio guasta i loro doni. E ci sono quelli che hanno poco e danno molto. Sono proprio loro quelli che credono nella vita è nella generosità della vita e il loro scrigno non è mai vuoto. Ci sono quelli che danno con gioia, e questa gioia è la loro ricompensa. E ci sono quelli che danno con dolore, e questo dolore è il loro battesimo. È bene dare quando si è richiesti, ma è meglio dare quando, pur non essendo richiesti, si comprendono i bisogni degli altri. Tutto ciò che hai, un giorno o l’altro sarà dato via. Perciò dà adesso, così che la stagione del dare sia la tua, non quella dei tuoi eredi.
Com’è cieco colui che immaginae progetta qualcosafino ai più realistici dettagli.E quando non risce a darne conto interamentecon misure superficiali e prove verbali,crede che la sua ideae la sua fantasia siano vanità!Se invece riflettesse con sincerità,si convincerebbe che la sua idea è realetanto quanto l’uccello in volo,solo che non è ancora cristalizzata;e capirà che l’idea è un segmentodi conoscenzaancora ineslicabile in cifre e parole,poichè troppo alta e troppo vastaper essere imprigionatanel momento presente;ancora troppo profondamente immersanello spiritualeper piegarsi al reale.