Kahlil Gibran (Gibran Khalil Gibran) – Stati d’Animo
Il canto del mare termina sulla riva o nei cuori di chi l’ascolta?
Il canto del mare termina sulla riva o nei cuori di chi l’ascolta?
Particolari stati d’animo possono venire “esorcizzati” mentre la scrittura riempie il foglio, come se una volta trasformate in parole, le brutte sensazioni si svuotassero del loro carico di grigiore, sofferenza e tristezza.
Il cuore e il cervello sono gli organi umani che litigano di più. Quando uno arreca un’emozione l’altro è spesso pronto a rimproverarlo.
La gioia è una delle particolari opportunità di cui, non tutti, sanno approfittare nella vita.
Mi è sempre piaciuto il verbo sentire. Lui mi sentiva. Sentirlo addosso, con un abbraccio. Mi faceva sentire “bella”. Sentirmi importante, giusta. Sentirlo ridere e fermare il tempo. Sentire la sua voce sussurrarmi “resta, abbracciami”… Mi sentivo. Con lui mi sentivo e basta.
Se desideriamo che veramente che domani sia meglio di oggi non creiamoci troppe aspettative cerchiamo di viverlo per quello che sarà senza smettere di lottare per migliorarlo e accettandolo per quello che ci regalerà.
Il giorno è appariscente, la notte intrigante e sfuggente. Il giorno incanta, la notte seduce.