Karl Kraus – Tempi Moderni
La base di tutta la vita sociale qui da noi è costituita dal presupposto che l’uomo non riflette.
La base di tutta la vita sociale qui da noi è costituita dal presupposto che l’uomo non riflette.
Gli alberi ascoltano in silenzio il mondo che piange.
Siamo nati in un mondo dominato da essere incapaci di ascoltare.
Il mondo muore, e noi? Guardiamo altrove!
Quando si vedono volti giovani e belli nelle cronache che impietose raccontano la loro morte, e non se ne vede traccia tuttavia in quegli occhi azzurri, forse già visti in un passato dietro l’angolo, o vili aggressioni addirittura in luoghi sacri come i conventi, mi viene da pensare, forse stupidamente, che essi ci sono ancora in qualche modo, un po’ più ricchi di prima, spiritualmente, perché raccontare la violenza non dovrebbe mai essere cosa gratuita, e vivono ancora nei loro sorrisi e ancora ridono con i loro amici nelle ultime foglie gialle d’autunno.
Quando verrà la fine del mondo, mi ritirerò a vita privata.
Noi siamo fatti al 90% d’acqua e al 10% di passione. La nostra fine non è la fine del 10% che resta nei cuori e nelle menti di chi ci ha conosciuti, ci ha cresciuti, ci ha combattuti e di chi ci ha amati.