Karl Marx (Carlo Marx) – Lavoro
Coloro che lavorano, non guadagnano, e quelli che guadagnano, non lavorano.
Coloro che lavorano, non guadagnano, e quelli che guadagnano, non lavorano.
In una gerarchia ogni impiegato tende a salire fino al proprio livello di incompetenza.
C’è di che divertirsi a fare l’impossibile.
Nemmeno i purosangue si iscrivono ai concorsi ippici da soli.
Potrei raccontare tutti gli stadi di povertà che ho provato…perché essere povero è un termine troppo generico e restrittivo per descrivere questa situazione umana,si è poveri quando si và a scegliere un vestito e si sceglie quello meno costoso piuttosto quello che più piace;si è poveri quando si và al supermercato con i centesimi contati per acquistare il pranzo e la cena;si è poveri quando invece di mangiare primo, secondo verdura e frutta, ci si accontenta prima del primo e secondo poi solo del primo;si è poveri quando si è costretti a scegliere se mangiare a pranzo o a cena;si è poveri quando un giorno ti svegli e ti hanno tagliato prima l’adsl, poi il gas, poi l’acqua ed infine la luce.A quel punto non sei più solo povero, sei indigente e non se ne è andata solo la luce elettrica,no se ne è andata la luce della speranza e tutto è diventato scuro.
Affronta il lavoro come un campo di battaglia e sarai vincitore.
Progetta sempre una cosa considerandola nel suo più grande contesto, una sedia in una stanza, una stanza in una casa, una casa nell’ambiente, l’ambiente nel progetto di una città.