Karl Raimund Popper – Morte
Ogni qualvolta muore un uomo, è un universo intero a venire distrutto. Ce ne rendiamo conto non appena ci identifichiamo con quell’uomo.
Ogni qualvolta muore un uomo, è un universo intero a venire distrutto. Ce ne rendiamo conto non appena ci identifichiamo con quell’uomo.
Mi hanno sempre detto: “a tutto c’è una soluzione”… ma non è così! Alla morte non c’è soluzione! La morte arriva all’improvviso, in qualsiasi momento della giornata, senza pietà, senza spiegazioni, portando via le persone a te care… spezzando giovani vite, alcune non ancora iniziate, portandosi via non solo una persona, ma un pezzo del tuo cuore, ma anche di tutti quelli che erano vicini alla persona che è stata strappata duramente alla vita… alla morte non importa quanto tu soffra per la tua perdita, quante lacrime verserai nominando invano il nome di colei o colui che è andato via da questo mondo, non importa il dolore straziante che lacera il tuo cuore e se per te è ingiusto tutto questo… la morte è crudele! Vorrei che la morte avesse un volto, per poterla guardare in faccia, per poterle far vedere i miei occhi e fargli capire quanto odio provo per essa, per poterla accecare con l’odio e la sofferenza che mi ha provocato, non per una sola volta… per farle vedere la paura che provo pensando che potrà portarmi via altre persone care, altri amici, altre persone che amo con tutta me stessa in qualsiasi momento voglia… ma vorrei guardarla in faccia anche per farle capire che può portarsi via le persone materialmente, ma non potrà mai cancellarle dal cuore, mai! Spero solo ritornerà a trovarmi il più tardi possibile, perché devo ancora accettare la perdita dell’ultima persona che ha portato via con sé! Marila, you are my angel!
Per quasi tutto il genere umano la morte e l’immortalità sono materia di debole e rara curiosità. Pochissimi uomini passeggiano fissando il cielo, e vivono pensando alla morte.
Al funerale il prete ha paragonato l’amore con la morte.Ha detto che entrambi derivano dal latino: amore da amor e morte da mors e “a” è una particella partitiva messa davanti a mors, l’amore che uccide la morte; io non sono pienamente d’accordo, be certo lui intendeva dire che se i tuoi cari continueranno ad amarti, tu continuerai a vivere nei loro cuori perché l’amore è ben più forte della morte; la morte può togliere la vita, distruggere la tua anima, ma non l’amore… questo è ciò che intendeva il prete.Però lui non ha considerato la cosa più importante! Quelli che sono ancora vivi. La morte uccide noi amanti, siamo noi che dobbiamo fare i conti con la morte, stiamo male, l’appetito passa, ci rinchiudiamo in noi stessi, non vogliamo vedere nessuno, ci isoliamo e piangiamo; piangiamo perché è l’unico modo che abbiamo per sfogarci e per capire che è la realtà e non stiamo sognando, che è successo veramente; e ci arrabbiamo, ci arrabbiamo con noi stessi perché noi siamo vivi, continuiamo a sognare, perché non lo abbiamo amato abbastanza, perché lo abbiamo amato e non glielo abbiamo detto o lo abbiamo fatto poche volte. Questa è la cosa più dolorosa, perché rimpiangeremo le mille occasioni che abbiamo avuto per dirglielo.Quindi è arrivato il momento di dire alle persone che amiamo, che le amiamo, perché la morte non aspetta, arriva improvvisamente!
A volte penso che sarebbe meglio non affezionarsi a nessuno oppure non essere così sensibili a tutto, perché sarebbe troppo e pazzo il dolore che provoca la perdita di chi ami, non voglio iniziare mai a provarlo… ho paura di soffrire di una sofferenza incolmabile!
Un giorno di me resteranno le parole e i pensieri che non ho voluto portar via.
Il coraggio di uccidere non rende grande nessuno.