Kristiano Loshi – Arte
Anch’io so dire tante parole, pero le parole le ho lasciate a quelli che non possono fare opere.
Anch’io so dire tante parole, pero le parole le ho lasciate a quelli che non possono fare opere.
La conoscenza serve per capire la realtà, l’arte per interpretarla.
Locali pieni, ma di gente vuota. Musei vuoti, ma d’arte pieni. Il mio è un…
Arte è saper parlare con tutti senza perdere di vista il rispetto. La prima volta in cui, uno che si sente artista, disprezza o offende il lavoro degli altri, dimostra che la sua cultura è fondata sull’ignoranza.
Aspettare le persone che ti trattano bene, perché tu le tratti bene, è come aspettarsi da un leone che non ti mangi solo perché tu non lo mangeresti.
Nessun settore della vita è tanto esiguo e insignificante da non offrire spazio alle aspirazioni artistiche.
Perché esista arte, perché esista un qualsiasi fare e contemplare artistico, è indispensabile un presupposto fisiologico: l’ebbrezza. L’ebbrezza deve prima aver accresciuto l’eccitabilità dell’intera macchina: altrimenti non si giunge all’arte. Tutte le specie di ebbrezza per quanto diversamente condizionate, possiedono la forza di far ciò: soprattutto l’ebbrezza dell’eccitazione sessuale, la più antica e originaria forma di ebbrezza. Ugualmente l’ebbrezza che sopraggiunge al seguito di tutte le grandi brame, di tutti i forti affetti; l’ebbrezza della festa, della gara, del pezzo di bravura, della vittoria, di ogni commozione estrema; l’ebbrezza della crudeltà; l’ebbrezza della distruzione; l’ebbrezza prodotta da determinati influssi meteorologici, per esempio l’ebbrezza della primavera; oppure dall’influsso dei narcotici; infine l’ebbrezza della volontà, di una volontà sovraccarica e turgida. – l’essenziale dell’ebbrezza è il senso dell’aumento di forza e della pienezza. Da questo si comunicano sentimenti alle cose, le si costringe a prendere da noi, le si violenta – questo processo vien detto idealizzare. Sbarazziamoci qui di un pregiudizio: idealizzare non consiste, come comunemente si crede, nel togliere o eliminare ciò che è piccolo, secondario. Quel che importa è piuttosto spinger fuori, grandiosamente, i tratti principali in modo che gli altri scompaiano.