Kyyam – Amico
Amico mio, non pensiamo al domani e cogliamo insieme quest’attimo della vita che trascorre.
Amico mio, non pensiamo al domani e cogliamo insieme quest’attimo della vita che trascorre.
Amico è chi sa che tu sai…amico è chi vuole averti accanto…amico è chi ti sostiene senza aspettarsi che tu faccia lo stesso con lui ma che sa per certo tu lo farai…amico è chi vive con te le gioie e le delusioni di un amore…amico è chi sorride nel vederti felice…amico è una persona che ti da un soprannome carino e dopo poco tempo sembra essersi dimenticato del tuo nome vero…amico è chi ti vuole conoscere nell’intimo e per far ciò si scopre…amico è chi a tutti i costi vuole la tua felicità e che se non la ottiene poi si arrabbia con te…amico è una persona che ti vuole bene incondizionatamente, sia che tu abbia mentito o tradito o sputato sul vostro rapporto…amico è quello che, se stai impazzendo, ti da uno schiaffo e lo fa tanto forte da farti spaventare e tanto affettuosamente da farti capire…L’amico è la perona che illumina la tua vita e che hai imparato a conoscere nel tempo, è colui che dice le tue stesse parole ad una festa e che con te ride per voi due…
Secondo me non esistono quelli che chiamiamo “migliori amici”, non esistono perché non si può fare una classifica dell’amicizia, non c’è un amico migliore di un altro. Un amico è tale quando c’è un rapporto di sincerità e fiducia e di stima reciproca, l’amico è quello che sta con te quando si ride e si scherza ma che anche il primo ad aiutarti quando ne hai bisogno, perché tutti abbiamo bisogno nella vita di qualcuno che ci aiuti o semplicemente di qualcuno con cui condividere le gioie e i dolori della vita che altrimenti ci distruggerebbero.
Tu lo sai bene: non ti riesce qualcosa, sei stanco e non ce la fai più. E d’un tratto incontri nella folla lo sguardo di qualcuno – uno sguardo umano – ed è come se ti fossi accostato a un divino nascosto. E tutto diventa improvvisamente più semplice.
Nella vita il vero fallimento è quello di perdere un amico, specialmente quando non ti dà una spiegazione.
Eccomi qui… di nuovo a parlare di te, di te che non ci sei. Non…
Ti avevo offerto la mia anima come pentagramma su cui scrivere la migliore delle melodie che avrebbe accompagnato ogni passo della nostra vita, una nota stonata, un’altra e un’altra ancora, senza rendermene conto ho smesso di ascoltare quella musica.