Laila Andreoni – Solidarietà
Ha mille stanze il mio cuore, ed in tutte faccio entrare la luce.
Ha mille stanze il mio cuore, ed in tutte faccio entrare la luce.
Un prete deve essere insieme piccolo e grande, nobile di spirito come di sangue reale, semplice e naturale come ceppo di contadino, una sorgente di santificazione, un peccatore che Dio ha perdonato, un servitore per i timidi e i deboli, che non s’abbassa davanti ai potenti, ma si curva davanti ai poveri, apostolo del Signore, capo del suo gregge, un mendicante dalle mani largamente aperte, una madre per confortare i malati, con la saggezza dell’età e la fiducia d’un bambino, teso verso l’alto, i piedi a terra, fatto per la gioia, esperto del soffrire, lontano da ogni invidia, lungimirante, che parla con franchezza, un amico della pace, un nemico dell’inerzia, fedele per sempre.
Sull’isola, accanto al fuoco, ti conti i problemi. Nel villaggio, intorno al fuoco, racconti di come fosti aiutato coi tuoi problemi.
Mi piacciono le persone positive, quelle che hanno l’anima colorata.
L’uomo veramente grande, è colui che è incapace di distinguere le cose grandi da quelle piccole.
La vera essenza è il profumo che lasci, nelle persone, quando esse ti hanno respirata “dentro”.
Le sofferenze di persone care, se non vissute da vicino, non generano grande dispiacere.
Un prete deve essere insieme piccolo e grande, nobile di spirito come di sangue reale, semplice e naturale come ceppo di contadino, una sorgente di santificazione, un peccatore che Dio ha perdonato, un servitore per i timidi e i deboli, che non s’abbassa davanti ai potenti, ma si curva davanti ai poveri, apostolo del Signore, capo del suo gregge, un mendicante dalle mani largamente aperte, una madre per confortare i malati, con la saggezza dell’età e la fiducia d’un bambino, teso verso l’alto, i piedi a terra, fatto per la gioia, esperto del soffrire, lontano da ogni invidia, lungimirante, che parla con franchezza, un amico della pace, un nemico dell’inerzia, fedele per sempre.
Sull’isola, accanto al fuoco, ti conti i problemi. Nel villaggio, intorno al fuoco, racconti di come fosti aiutato coi tuoi problemi.
Mi piacciono le persone positive, quelle che hanno l’anima colorata.
L’uomo veramente grande, è colui che è incapace di distinguere le cose grandi da quelle piccole.
La vera essenza è il profumo che lasci, nelle persone, quando esse ti hanno respirata “dentro”.
Le sofferenze di persone care, se non vissute da vicino, non generano grande dispiacere.
Un prete deve essere insieme piccolo e grande, nobile di spirito come di sangue reale, semplice e naturale come ceppo di contadino, una sorgente di santificazione, un peccatore che Dio ha perdonato, un servitore per i timidi e i deboli, che non s’abbassa davanti ai potenti, ma si curva davanti ai poveri, apostolo del Signore, capo del suo gregge, un mendicante dalle mani largamente aperte, una madre per confortare i malati, con la saggezza dell’età e la fiducia d’un bambino, teso verso l’alto, i piedi a terra, fatto per la gioia, esperto del soffrire, lontano da ogni invidia, lungimirante, che parla con franchezza, un amico della pace, un nemico dell’inerzia, fedele per sempre.
Sull’isola, accanto al fuoco, ti conti i problemi. Nel villaggio, intorno al fuoco, racconti di come fosti aiutato coi tuoi problemi.
Mi piacciono le persone positive, quelle che hanno l’anima colorata.
L’uomo veramente grande, è colui che è incapace di distinguere le cose grandi da quelle piccole.
La vera essenza è il profumo che lasci, nelle persone, quando esse ti hanno respirata “dentro”.
Le sofferenze di persone care, se non vissute da vicino, non generano grande dispiacere.