Lailly Daolio – Vita
In questo mondo che ci educa rigorosamente allo stress, chissà quanti particolari importanti ci lasciamo alle spalle, che nemmeno abbiamo il tempo di intravedere.
In questo mondo che ci educa rigorosamente allo stress, chissà quanti particolari importanti ci lasciamo alle spalle, che nemmeno abbiamo il tempo di intravedere.
Prendi per mano la tua vita, essa non ti è nemica come hai sempre pensato, ogni passo verso la verità e fatto di sangue e lacrime, come altrimenti si potrebbe svegliare una montagna che dorme?
Vago, perso e misero, ricercatore di semplici aspetti ormai svaniti. Ricerca disperata la mia, vorrei un senso, vorrei vedere attraverso questo esistere, i volti… attraverso i quali sguardi riluce la semplicità di un’azione, che magari non ha motivazione di estraniarsi dal bene. Ricerco il mio essere uomo tra questi cocci di speranze, trovando solo maschere che in questa vita illusoria si affinano in anime che credono il loro agire sia giusto, eppure, il contorno, parla solo e in ogni occasione dell’Amore. Lo narra l’uccelletto che dinanzi all’alba gli dedica il suo melodioso canto, come il proclamare della rinascita in tutte le forme viventi, il loro moto è l’amore… non hanno pigrizie, il mare mai ferma il suo ondeggiare, mentre il giorno e la notte s’inseguono in un dolce conseguire. Noi in tutto questo che rappresentiamo? Chi siamo noi? Gli esseri eletti di Dio, i proclamatori di che cosa? Non abbiamo più passato, non abbiamo più nome, crediamo ma forse in realtà non siamo mai esistiti, perché in quella fede noi non figuriamo! Perché in Dio più non confidiamo.
Le persone più vere sono quelle che ti promettono la luna e anche le stelle.
La vita è amore, e l’amore è un albero le cui radici affondano nella comprensione.
Una persona piange, quando è debole, ma quando si asciuga le lacrime, allora sì che diventa dura.
Dire che sto vivendo è meglio che dire bisogna vivere, perché significa che la vita la vivo in divenire.