Laura Giavazzi – Frasi d’Amore
E quando la tua mano prende la mia io mi sento al sicuro come non mai una bimba amata dal proprio uomo.
E quando la tua mano prende la mia io mi sento al sicuro come non mai una bimba amata dal proprio uomo.
Nelle donne ogni cosa è cuore, anche la testa.
Siamo esseri viventi, siamo umani. Possiamo fingere una durezza apparente, possiamo anche nascondere il cuore…
Quando si ha la fortuna di conoscere persone uniche e speciali, bisogna tenerle strette a noi, anche perché penso sia una fortuna che capiti una volta nella vita.
Arthur: a te sola dedico questa notte, volteggio con la tua anima, questo silenzio di coppa d’acqua stellata, innalzala nelle tue mani, bevila con gli occhi e con la bocca, io ne sono parte, falla entrare nelle tue vene così che arda della stessa luce come nel mio sangue. Prendi questa notte, mia passione, trovami in essa, questa notte è nostra, tua. La offro al tuo sguardo di nuvola, la do al tuo seno, te la lascio nelle mani e tra i capelli come mazzo di fiordalisi, fanne un vestito di acqua blu, lasciati avvolgere con la sua rete tremante, distenditi vicino a me, toccami e coprimi con questo tessuto stellato di fuoco e d’ombra, chiudi gli occhi così che m’addormenti sognandoti ancora e ancora.Elisabeth: sono di aurora morbida, quella di giugno quella che tutto sazia quella che fa vivere le rose e fa germogliare le bocche di fragola. Il mio tocco leggero e tremante ti sfiora gli occhi, il naso e le labbra, che socchiuse cercano il mio liquido di vita; mi riverso su di te come onda calma di seta e di battiti tondi e forti ti rivesto. La notte non è mia, ma la mia anima la possiede da generazioni. Sa cantare alle stelle e il buio è la sua voce: sarò per te la canzone del silenzio, la vibrazione dell’aria quando l’athena muove le ali per librarsi in volo famelica, cercando te.
Un Amore non necessita di “pronunciare” un ti amo, lo fa con mille altre cose, ma non può nemmeno temere di farlo.
Io non ti ho, ma ti sono perché tu mi sei; mi sei dentro. Io non voglio averti, voglio esserti, esserti altro, silenziosamente, non di carne, ma di testa e pensiero, di voglia subliminale, di necessità impellente, di esigenza costante. Mi faccio cantore del vento, ché solo il vento disperde le parole e ti sfiora durante il caldo della tristezza e della mancanza; fruscio tra le foglie che ti induce, inspiegabilmente, a voltare il capo per accorgerti di ciò che dura poco, si sente soltanto e che non c’è.