Leonardo Omezzolli – Comportamento
Lo sai benissimo anche te che è sempre questione di volontà. Si fa quel che si vuole. E poi arriva Dio e, o hai il biglietto per l’arca o fai compagnia ai coralli!
Lo sai benissimo anche te che è sempre questione di volontà. Si fa quel che si vuole. E poi arriva Dio e, o hai il biglietto per l’arca o fai compagnia ai coralli!
Un Vincente lo è prima per il suo Cuore e poi per la sua Mente, chi al contrario presta fede nel vero “Se” non crede.
Se, per salireil gradino, la mano tendedopo l’ascesa, nel culoil piede pianta.
Si indossano maschere per non mostrare cosa portiamo dentro. Si indossano sorrisi per nascondere i dolori che ci attanagliano l’anima. Si indossano parole che non rispecchiano la verità, perché non ce la facciamo a dire quanta paura faccia sentirci sprofondare nel vuoto che ci portiamo dentro. Poi si indossano maschere per arrivare a toccare “premi & vittorie” che non avremmo nemmeno sfiorato senza fingere. Si indossano maschere per giocare con cuori, anime e menti che hanno solo la colpa di desiderare un briciolo di sincera umanità. Si indossano maschere per non mostrare al mondo quanto schifo abbiamo seminato e quando abbiamo fallito su una scala della vita fatta di persone e valori.I primi si chiamano veri e onesti. I secondi falsi ed ipocriti.
La persona superficiale non parla, abbaia.
Figli di nessuno(come il buon padre di famiglia)Che padre è colui che dilapida le fortune dei suoi figli,che a tavola invita coloro che non dovrebbe invitare,che fomenta lo scontro tra chi dovrebbe amare,che insegna ciò che non dovrebbe insegnare.Che padre è colui che non incoraggia i figli con coraggio a proseguire,che non accudisce il figlio più debole che dovrebbe accudire,che nella famiglia punisce la sua parte migliore e non trae esempio da chi la vita gli ha voluto donare.Che padre è chi non ricorda quel che il destino gli ha voluto affidare,che non interpreta i sogni di chi vuol farsi guidare,che pensa: – Il mio tempo è prezioso, quello dei miei figli è giusto sprecare-,che non ricorda ciò che era e non sa più dove deve andare.Che padre è se alla fine padre vuol farsi chiamare, ma non ha coscienza di ciò che in coscienza dovrebbe fare.In fondo dico a voi:chiamatelo pure,chiamatelo pure un po’ come vi pare,ma per chiamarsi “Stato”,se lo dovrebbe meritare.
Colui che da solo, s’e posto o spinto da venti amici a sedere su quella poltrona che impone a chi annega nel duolo il quotidiano cammino, pure se ancora ragiona con chi s’è nel tempo smarrito ha il suo lavoro confuso, errato perché non ha mai capito che non si confonde un calzare, con il migliore vestito.