Lev Nikolaevic Tolstoj – Comportamento
Sono sempre con me stesso, e sono io che sono il mio torturatore.
Sono sempre con me stesso, e sono io che sono il mio torturatore.
Con quale affetto, con quale pensiero o argomento il primo tra gli uomini ardì insanguinarsi la bocca, avvicinanarsi alle labbra la carne dell’animale morto, ponendosi di fronte i piatti, le vivande e il cibo di corpi uccisi, le membra che poco prima belavano, muggivano, si muovevano e vedevano? Come poterono sopportare gli occhi di scorgere l’uccisione di animali scannati, scorticati e smembrati? E l’odorato come soffrì l’odore? E il gusto come non inorridì per la lordura delle piaghe altrui e il sangue e il marcio delle ferite mortali?
Se gli animali potessero parlare ci direbbero che gli esseri umani dovrebbero essere semplicemente più…
Tutti coloro che ritengono che l’etica sia “oggettiva”, in realtà ritiene “oggettiva” la propria, e…
Non sempre sono le armi, a ferire una persona.
Si ritorna alla lucidità soltanto dopo esser stati schiaffeggiati.
Spendere qualche parola di conforto non costa nulla ma innalza lo spirito dell’indigente.