Lev Nikolaevic Tolstoj – Stati d’Animo
Anna Arkad’evna leggeva e comprendeva, ma non le faceva piacere leggere, cioè seguire il riflesso della vita altrui. Aveva troppa voglia di vivere lei stessa.
Anna Arkad’evna leggeva e comprendeva, ma non le faceva piacere leggere, cioè seguire il riflesso della vita altrui. Aveva troppa voglia di vivere lei stessa.
Ho deciso di non farmi trattare più in un modo che non mi piace. Quindi, quando c’è da mandare a quel paese qualcuno lo faccio e basta. Sono stanca di stare attenta a non ferire e lasciarmi ferire.
Il pensiero che porta il cuore arriva solo a te.
Spero che la macchina parta. Spero che il lavandino non sia ingorgato. Sono contento di non essermi scopato una studentessa. Sono contento di avere problemi ad andare a letto con le donne che non conosco. Sono contento di essere un idiota. Sono contento di non sapere niente. Sono contento di non essere ancora morto. Quando mi guardo le mani e vedo che sono ancora attaccate ai polsi, mi dico che sono fortunato.
Dalle esperienze che ho vissuto ho capito che se desidero davvero qualcosa allora devo combattere con tutte le mie forze per averla, ma sopratutto devo sapere in cuor mio di meritarla. Ho capito che nella vita le parole contano poco ed anzi spesso feriscono più di una lama, ho capito che contano le dimostrazioni, non basta dire “io ci sono” ma bisogna esserci sempre, ho capito che le distanze non esistono se due cuori battono all’unisono, ho capito che se una persona ti vuole non esistono se e ma… viene da te e ti fa sua.
Ho dormito, mi sono svegliato; respiro ancora, ancora vivo.
Un altro matto. Non si riusciva a evitarli. Erano quasi tutti matti a questo mondo. E quelli che non erano pazzi erano arrabbiati. E quelli che non erano pazzi o arrabbiati erano semplicemente stupidi. Non avevo scampo. Non avevo scelta. Dovevo solo resistere e aspettare la fine. Era un lavoraccio. Era il lavoro più duro che si potesse immaginare.