Lord Byron (George Gordon Noel Byron) – Bacio
Vieni, posa la testa sul mio petto e io t’acqueterò con baci e baci.
Vieni, posa la testa sul mio petto e io t’acqueterò con baci e baci.
La lingua era la cosa che più gli era piaciuta.Piccola, rossa, mite e improvvisamente piena dinervi e di sangue come lei.Ore di baci. Nei parchi, contro i muri, come gliadolescenti quando cominciano a provare, asondare un altro corpo dentro. Vermi caldi,incollati di torpore, che si lasciano cadere,scivolare. Lui s’infilava in quella bocca e cicadeva, muoveva la lingua come una pala nellapolenta. Te ne andavi, diventavi umido e pieno difiamme. Crescevi insieme alla saliva. Non eri piùil povero stronzo di una settimana prima. Perchélei ti voleva come una sanguisuga, come unapianta cerca il sole. Come tutte le cose stupideche si cercano nel mondo semplicemente pervivere.Si staccavano per poco e si guardavano,soddisfatti. Di niente. Di quel ruminare. Poitornavano al lavoro. Come operai sudati. Perchédi quello si trattava. Fondamenta di saliva per unamore.
È bastato un bacio per donarti la mia vita.
Vieni, posa la testa sul mio petto e io t’acqueterò con baci e baci.
Quanta paura fa il primo bacio. Ma solo chi lo ha già dato capisce l’importanza…
Io capisco i tuoi baci, e tu i miei.
Ed è sublime baciarti, guardandoti negli occhi in silenzio e sentirti dire: ti amo.