Luana Donati – Comportamento
Molte volte non sono facile da gestire, né piacevole da sopportare, ma anche i miei migliori difetti hanno bisogno dei loro “spazi”.
Molte volte non sono facile da gestire, né piacevole da sopportare, ma anche i miei migliori difetti hanno bisogno dei loro “spazi”.
Figli di nessuno(come il buon padre di famiglia)Che padre è colui che dilapida le fortune dei suoi figli,che a tavola invita coloro che non dovrebbe invitare,che fomenta lo scontro tra chi dovrebbe amare,che insegna ciò che non dovrebbe insegnare.Che padre è colui che non incoraggia i figli con coraggio a proseguire,che non accudisce il figlio più debole che dovrebbe accudire,che nella famiglia punisce la sua parte migliore e non trae esempio da chi la vita gli ha voluto donare.Che padre è chi non ricorda quel che il destino gli ha voluto affidare,che non interpreta i sogni di chi vuol farsi guidare,che pensa: – Il mio tempo è prezioso, quello dei miei figli è giusto sprecare-,che non ricorda ciò che era e non sa più dove deve andare.Che padre è se alla fine padre vuol farsi chiamare, ma non ha coscienza di ciò che in coscienza dovrebbe fare.In fondo dico a voi:chiamatelo pure,chiamatelo pure un po’ come vi pare,ma per chiamarsi “Stato”,se lo dovrebbe meritare.
Spesso nella vita corriamo talmente tanto che perdiamo di vista le cose importanti. Lasciando morire piccoli gesti e attenzioni che tengono vivo e sereno l’animo di chi ci sta vicino.
Chi ama il creato non può che amare il Creatore.
Non m’interessa addentrarmi curiosamente negli affari degli altri, i miei sono così già pesanti!
Se mi affascini la mente, il mio corpo non opporrà resistenza.
Oggi camminavo per strada. Come spesso accade ho incontrato una persona che guardava insistentemente il mio incedere difficoltoso, provocando in me grande fastidio. Stanco di questo ripetersi ero tentato a maltrattarlo. Invece, ho cambiato atteggiamento; ho cominciato a fissarlo e fissarlo, fin quando nell’imbarazzo mi ha detto: perché mi guardi? Ho continuato a fissarlo, dopodiché ho risposto così: tu stai osservando il mio camminare “strano”, io invece scruto il tuo pensare “assurdo”. Io qualche certezza ce l’ho, tu invece… temo poche speranze.