Luca Bianchini – Poesia
Le parolacce, sulla bocca di chi non le dice mai, acquistano poesia.
Le parolacce, sulla bocca di chi non le dice mai, acquistano poesia.
Il poeta è poeta, non oratore o predicatore, non filosofo, non istorico, non maestro, non tribuno o demagogo, non uomo di stato o di corte. E nemmeno è, sia con pace del maestro, un artiere che foggi spada e scudi e vomeri; e nemmeno, con pace di tanti altri, un artista che nielli e ceselli l’oro che altri gli porga. A costituire il poeta vale infinitamente più il suo sentimento e la sua visione, che il modo col quale agli altri trasmette l’uno e l’altra.
Alcuni pensieri se non scritti subito volano via per sempre.
La poesia a volte diventa espressione artistica del grido dell’anima. È quel momento in cui il pianto sommerso, giunge sino a quelle pallide mani che impugnano quella stilo, ossia quella penna che rende lugubre ciò che, alla sua origine, era un candido foglio di carta.
Il poeta vive di tanta solitudine e un po’ di speranza.
La musica è la poesia che fa rumore.
L’uomo dovrebbe avere solo due armi: musica e poesia.