Lucia Quarta – Uomini & Donne
A te donna, una mimosa, un giorno bellissimo ti chiese in sposa. Tanti anni son passati, quei fiori gialli son volati. Son volati pian piano, quando tu mi dicesti ti amo.
A te donna, una mimosa, un giorno bellissimo ti chiese in sposa. Tanti anni son passati, quei fiori gialli son volati. Son volati pian piano, quando tu mi dicesti ti amo.
È difficile essere “donna”, ma è ancor più difficile essere “femmina”.
Sono fermamente convinto che le donne siano migliori di noi. È proprio per questo che sono un convinto maschilista.
Spesso chiediamo e vogliamo dagli altri proprio quello che noi non riusciamo a dare.
Meglio una “stronza vera” che mille “santarelline” messe insieme.
Lei era una portatrice sana di passione!
Guardo quest’uomo, in fondo a questa luce notturna, con in braccio il neonato di Sarajevo. E d’improvviso sento quel dolore, che poi mi prenderà ogni volta e ha un modo tutto suo di aggredirmi. Mi stringe la nuca, m’irrigidisce il collo. È Diego che mi trattiene da dietro, riconosco le sue mani, il suo fiato, però non posso voltarmi. Era lui che doveva tenere in braccio il bambino […]. È lui che mi tiene per la nuca e mi sussurra di guardare il mio destino avanti, le scene della mia vita senza di lui.