Luciano Meran Donatoni – Comportamento
La persona che pensa e parla sempre male degli altri, è perché, inconsciamente, sa com’è lei.
La persona che pensa e parla sempre male degli altri, è perché, inconsciamente, sa com’è lei.
Sono anormale e me ne vanto, se i canoni di normalità li decidono gli altri.
Un regalo è per dire grazie e non per sentirselo dire.
Se ho lasciato andare alcune persone forse è solo perché non hanno dimostrato a fondo di voler restare. Che sia stato semplice o difficile non conta, conta comunque che la loro vita ha percorso una strada lontana dalla mia. Le strade di molte persone si incroceranno nel cammino della vita, ma non tutte possono camminare parallele, restare unite in un percorso oppure addirittura unirsi in un’unica strada. Alcune di esse terminano in strade a “Fondo chiuso”, altre deviano verso altre mete e alcune di esse sei tu stessa a cambiare direzione pur di non incrociarle più sulla tua strada.
Teologi e confessori insegnano il distinguo fra peccato ed errore: nel primo caso c’è dolo, ossia una coscienza deliberata e un’intenzionalità consapevole di “cadere in tentazione” compiendo un male ch’eppure la propria etica sa riconoscere, mentre nel secondo caso non c’è dolo bensì l’incappare in sbagli dovuti alla perlustrazione di territori morali nuovi, tanto vergini quanto ancora non sminati; è l’inevitabile rischio dell’avanguardia, della ricerca, della sperimentazione inedite. Ma nell’esistenzialismo si dà anche una terza alternativa: è indimostrabile che la realtà sia come la Settimana Enigmistica, che pubblica solo problemi già risolti in partenza. La vita vera potrebbe non ammettere alcuna risposta significativa e decisiva, il che ci condanna al fallimento a prescindere dal dolo o meno, dalla cattiva o buona volontà.
Io sono una che sorvola su molte cose, ho imparato ad aspettare. L’indifferenza fa miracoli, riesce dove le parole falliscono.
Ho sempre pensato che tutto possa essere detto, il segreto non è il cosa si…