Lucio Anneo Seneca – Vita
Che giovano a quell’uomo ottant’anni passati senza far niente? Costui non è vissuto, ma si è attardato nella vita; né è morto tardi, ma ha impiegato molto tempo per morire.
Che giovano a quell’uomo ottant’anni passati senza far niente? Costui non è vissuto, ma si è attardato nella vita; né è morto tardi, ma ha impiegato molto tempo per morire.
Passiamo su questa vita come nuvole.Se vogliamo essere utili dobbiamo essere pioggia.Se vogliamo essere notati grandinee, se vogliamo essere ricordati, dobbiamo diventare tempesta.
La vita è un viaggio. Non importa la durata, ma i momenti, gli attimi. Siamo noi a sceglierne la direzione, la destinazione. Cerca dentro te la luce nel tuo cuore, perché solo grazie ad essa potrai superare il buio, le tenebre, che la vita stessa ci dà.
Solo chi non è mai certo di aver annullato i lati negativi del proprio carattere, può vivere nella certezza di migliorare continuamente.
L’uomo, fin che sta in questo mondo, è un infermo che si trova su un letto scomodo più o meno, e vede intorno a sé altri letti, ben rifatti al di fuori, piani, a livello: e si figura che ci si deve star benone. Ma se gli riesce di cambiare, appena stà accomodato nel nuovo, comincia, pigiando, a sentire, qui una lisca che lo punge, lì un bernoccolo che lo preme: siamo insomma, a un di presso, alla storia di prima.
La vita di ognuno di noi è qualcosa di speciale dalla nostra anima, fluttuano come ali d’angelo, le mille parole. Arrivano al cuore di chi ha tanto amore.
Non vi è nulla che abbia maggiormente rilevanza, in qualsiasi circostanza, dell’intromissione di un terzo. Ho visto amici, fratelli, innamorati, coniugi i cui rapporti sono completamente cambiati, le cui condizioni si sono del tutto invertite a causa dell’intervento casuale o deliberato d’una terza persona.