Lucio Cappelli – Filosofia
Se hai una casa grande e non puoi pagarla, se hai un’auto potente e non puoi mantenerla, se hai tante cose belle e non puoi mangiare, a cosa servono tutte queste cose.
Se hai una casa grande e non puoi pagarla, se hai un’auto potente e non puoi mantenerla, se hai tante cose belle e non puoi mangiare, a cosa servono tutte queste cose.
Il silenzio è insostenibile. È più facile rinunciare al pane che al verbo. Il moto dello spirito esige parole in massa, senza le quali, avvolto su se stesso, rimugina la sua impotenza. Disgraziatamente l’eloquio scivola nello sproloquio. Anche il pensiero vi tende, sempre pronto a espandersi, a gonfiarsi. Arrestarlo con l’acredine, contrarlo nell’aforisma o nella battuta, significa opporsi alla sua espansione, al suo movimento naturale, al suo slancio verso la prolissità o la dilatazione. Da qui i sistemi, da qui la filosofia, da qui la letteratura.
Per il cameriere l’eroe non esiste: esiste per il mondo, per la realtà, per la storia.
La Domenica, giorno di innumerevoli incontri… con lo spirito della fede, con la gioia intima dei sorrisi dei propri cari, con passeggiate ad assimilare senso di affetti in un ciao ad un amico o amica, con la voglia d’esserci nell’attimo conviviale, con la visione di un film commentato insieme, poi la sera… ed è già tutto un ricordo!
Ciò che è spontaneo e senza fini, si soffia via molto facilmente come un fiore che ti fa esprimere un desiderio, ma a trovarlo di nuovo poi ce ne vuole, perché il vento ormai ha portato via l’ultimo petalo.
Un aforisma non deve necessariamente essere vero, ma deve superare la verità.
Le tue parole spendile per chi comprende il tuo linguaggio e non per altri, per loro è tempo sprecato.