Lucrezia Lacanfora – Frasi Sagge
La mente umana può decidere cosa ricordare e cosa dimenticare. È per questo che il ricordo in sé non esiste.
La mente umana può decidere cosa ricordare e cosa dimenticare. È per questo che il ricordo in sé non esiste.
Prima di chiedere scusa fai pace con te stesso.
Ogni cosa nella nostra vita riflette il punto in cui ci troviamo nel processo di maturazione, unificazione ed equilibrio. Possiamo usare tutto ciò che accade esternamente come uno specchio che ci aiuta a vedere quelle aree dentro di noi che hanno più bisogno di cure per maturare.Ogni qualvolta abbiamo un problema, soprattutto se si tratta di un problema cronico e ricorrente, si tratta sempre di una freccia che punta verso un qualche aspetto della nostra psiche, al quale dobbiamo rivolgere maggiore consapevolezza.Se accettiamo il principio che la vita cerca sempre di insegnarci esattamente ciò che abbiamo bisogno di imparare, possiamo vedere tutto quello che ci accade come un dono. Perfino le esperienze che sono spiacevoli e dolorose, contengono un’importante chiave per la nostra guarigione, completezza e prosperità.Possiamo avere delle difficoltà a capire cosa lo specchio della vita stia cercando di mostrarci, ma se domandiamo con sincerità di conoscere il dono nascosto in ogni esperienza, questo ci sarà rivelato, in un modo o nell’altro.
Tutti noi abbiamo dei difetti. L’importante è non farli diventare vizi.
Meglio guardare dritta in faccia una verità scomoda e dolorosa, che vivere a fianco di una bella e raffinata bugia!
Amati e fatti valere per quello che sei. Non servire altri padroni, ma sii padrone di te stesso.
Perchè la vera Energia dell’Amore possa permeare la tua anima, deve trovarla come se fosse appena nata. Per quale motivo gli uomini sono infelici? Perchè vogliono imprigionare questa energia – e ciò è impossibile. Dimenticare la propria storia personale vuol dire mantenere questo canale pulito, lasciare che quell’energia si manifesti ogni giorno come desidera: significa accettare di essere guidati da essa…. e dopo un po’ di tempo, all disperazione, alla paura, alla solitudine, e a un tentativo di controllare l’incontrollabile. Secondo la tradizione della steppa, il cui nome è “Tengri”, per vivere pienamente bisogna essere in continuo movimento: solo così ogni giorno può essere diverso dall’altro. Passando per le città, i nomadi pensavano “Sono davveo poveri quelli che vivono qui: per loro è tutto uguale” Probabilmente i “cittadini” guardavano i nomadi e pensavano “Povera gente, non riesce ad a avere un posto dove vivere. “I nomadi non avevano passato, ma soltanto presente, perciò erano sempre felici – fino a quando i governanti comunisti gli intimarono di smettere di viaggiare e li obbligarono a stare in fattorie collettive. Da allora, a poco a poco a poco cominciarono a credere a quella storia che si reputava fosse la storia giusta. Oggi hanno perso tutta la loro forza.