Luigi Augusto Belli – Comportamento
Non capisco le persone, se le tratti bene ti fregano, se non le calcoli ti si appiccicano. Può sembrare strano, ma è così.
Non capisco le persone, se le tratti bene ti fregano, se non le calcoli ti si appiccicano. Può sembrare strano, ma è così.
E finalmente arriva vestita come sempre, come mai, dei suoi panni universali e senza tempo, e finalmente arriva, cupa come solo chi sa di avere così tanta bellezza si può permettere di essere, arriva grazie ad una sbronza, grazie ad una fuga, ad una vergogna, grazie a presenze ostili, e la senti, ti da il terrore, ti spacca in due, ma finalmente è la fine, oltre il calvario il volo il tonfo, la morte che ti fa smettere di morire ogni giorno, ed io che ho pagato cosi tanto da non poter più dare niente l’accetto perché la volevo, attesa ed inattesa allo stesso tempo, la morte che spero sia dolce con me quanto dura dovrà essere d’ora in poi la vita per chi l’ha provocata.
Non ha coscienza solo chi non sbaglia mai, poiché non esiste persona che non sbagli almeno una volta in vita sua. Ha coscienza chi anche per un piccolo errore sente dentro di sé il grido incessante di porsi il dubbio delle sue azioni, mentre non ce l’ha affatto chi, facendo dell’errore uno stile di vita, si compiace delle sue azioni anziché porsene un dubbio.
A volte mi capita di incontrare gente e domandarmi: “sono io che parlo arabo oppure sei tu che non hai abbastanza intelligenza per capire?”
La vendetta del vecchio è più nera del mio peccato: egli ha violato a sangue freddo il santuario di un cuore umano.
Non attendere che l’altro o l’altra faccia il primo passo per riconciliarti, perché l’altro attende…
Ci sono alcuni che fanno gran caso di quello che importa ben poco, e poco caso di quel che vale molto.