Luna Del Grande – Vita
In questi anni ho imparato che molte persone sono dei grandi attori, soprattutto in amore. Troppi “ti amo” troppi “ti voglio bene” e pochi cuori sinceri.
In questi anni ho imparato che molte persone sono dei grandi attori, soprattutto in amore. Troppi “ti amo” troppi “ti voglio bene” e pochi cuori sinceri.
Seguendo un magico filo potremo creare il Paradiso, passando per la via del cuore, muniti dei colori della vita, come per incontro, pennellate di luce prenderebbero vita in un verde prato ricco di fiori che profumano d’amore. La ricchezza dell’amore e la nostra speranza e la nostra serenità.
Ci sono persone che ti feriscono con il loro silenzio, con la loro indifferenza ma soprattutto ti feriscono al cuore. Lo stesso cuore che è pronto a tutto; Lo stesso cuore che non ha mai preteso nulla, se non l’amore di chi ama, di chi si aspetta ancora qualcosa. Se il mio “cuore” è troppo “grande” per te esci con la convinzione di fare la cosa giusta. Feriscimi ed io mi rialzerò ancora una volta.
È la Morte che dà un senso alla Vita.
La vita un avvicendarsi di baratti.La morte non accetta compromessi.
È un bene tutto ciò che rende buona e bella la vita.
A Milano, di notte, c’è il mare. È un mare di persone che, nascoste dall’oscurità, nuotano da un locale all’altro per pescare o per farsi pescare, un po’ esche, un po’ squali disinvolti e impacciati. È un mare di guai, nelle bische volanti di Piazza Tirana, dove un dado e una pallottola rimediano sempre un buco di troppo. È un mare in burrasca alla disperata, frenetica ricerca del divertimento prima che faccia giorno. È un mare di equivoci in cui i travestiti brasiliani si spacciano per ex ballerine Oba Oba, ostentando, anziché la voce delle sirene, baritonali listini dei prezzi. È un mare che a tratti può apparire deserto e ti sembra che non ci sia in giro nessuno, ma sai che è profondo come l’oceano e, come l’oceano, abitato. È un mare in cui potersi perderti se non ci fossero le luci dei locali aperti a farti da faro, se non ci fossero finestre illuminate anche in palazzi quasi completamente addormentati, come a dirti che a Milano le case dormono con un occhio solo. E poi ci sono i fari delle auto che dragano la città per mettere a fuoco una tentazione. I buchi dei dadi, dei proiettili, delle siringhe, delle narici da dove esce muco ed entra cocaina, i buchi del corpo umano eletti a custodi del piacere della carne. Da tutti questi buchi, di notte a Milano, fuoriesce l’acqua, da tutti questi buchi, al mattino, l’acqua rientra e nessuno ha il coraggio di ricordare che a Milano, di notte, c’è il mare.