Maikol Di Stefano – Lavoro
Ho vent’anni, sono bella, intelligente e dinanzi a me vedo paura e buco nero, con il rischio di finire con un lavoro che abbia come sfondo il contratto a tempo determinato.
Ho vent’anni, sono bella, intelligente e dinanzi a me vedo paura e buco nero, con il rischio di finire con un lavoro che abbia come sfondo il contratto a tempo determinato.
Io lavoro otto ore al giorno e le stesse ore le impiego per dormire, ma sono in cerca di un lavoro che mi permetta di fare le due cose contemporaneamente, solo per fare più cose nelle ore che non lavoro!
Non si può lavorare in un contesto dove sei una natura morta.
Se c’era una cosa che non sopportavo nella mia vita erano i pregiudizi; tenersi attaccato addosso un’etichetta non è un segno di riconoscimento, ma di sottomissione.
Il suo ricordo mi ferisce, ma c’è, è presente, torna nella mia testa con un flash back, come quando cammini per strada e ti arriva un profumo nel naso, uno che conosci, che ti dà un ricordo allora rimani ferma e lo assapori fino infondo, lasciando che la testa raggiunga i ricordi della persona che lo indossava, che era con te l’ultima volta che lo hai trovato nell’aria. Poi svanisce, e con un sorriso malinconico ricominci a passeggiare.
Evita i disagi della pensione… Rinunciandovi sin da ora.
Il giornalista è colui che distingue il vero dal falso e pubblica il falso.