Manuela Camporaso – Sogno
Invita a cena i tuoi incubi, cibali e quando sazi cerca di farli sorridere. Se ci riuscirai, torneranno ad essere sogni.
Invita a cena i tuoi incubi, cibali e quando sazi cerca di farli sorridere. Se ci riuscirai, torneranno ad essere sogni.
Ho sognato che eravamo io e te e c’erano anche i nostri occhi, sì, gli occhi; poi, ricordo che sono apparse le mani come carezze dirette dagli occhi. Questi occhi sembrava fossero direttori d’orchestra e nell’armonia sentivo un suono, un ritmo, si, un crescendo di percezioni… sospiri. Ricordo, ancora, che i sospiri conducevano la dolcezza delle carezze come petali sfiorati dal vento e, poi, ricordo un divenire di colori in un susseguirsi di intensità: luce nella luce. Le parole delle labbra scandivano sintonie celebrali come fossero fiocchi di neve in un inverno di sole.
La notte mette le ali ai nostri sogni che aleggiano come leggere farfalle nella quiete del sonno.
Fu l’ultimo raggio di sole, poi il giorno si spense scivolando nella notte. Scivolarono anche i pensieri, nei caldi bagliori di una luna, che curiosa occhieggiava dalle finestre dei sogni.
È in quel non dire che le donne parlano di loro, raccontano sogni, amori ed illusioni. Se chiudi gli occhi e resti in silenzio, sentirai il loro bisbiglio.
La Terra è una scuola in cui abbiamo deciso di iscriverci prima di nascere.Qui abbiamo tante materie da imparare per affrontare i costanti esami a cui la vita ci sottopone, e quando andiamo via è perché abbiamo ottenuto il nostro diploma, o purtroppo la bocciatura.Se vogliamo essere promossi non dobbiamo mai smettere di istruirci e sperimentare.
I sogni sono come le stelle. Col tempo si allontanano, si nascondono ma non si spengono mai.