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Mao Tse Tung – Società

La rivoluzione non è un pranzo di gala, non è una festa letteraria, non è un disegno o un ricamo, non si può fare con tanta eleganza, con tanta serenità e delicatezzà, con tanta grazia o cortesia, la rivoluzione è un atto di violenza.

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    La nostra terra è affetta da sindrome di highlander poiché coloro che arrivano ai vertici si preoccupano solo di fare attorno a se terra bruciata delle migliori intelligenze circondandosi solo di nani e ballerine pronte ad osannare il potente di turno.Ed è così che le dinastie imperanti sono impegnati quotidianamente a far fuori i loro stessi sostenitori o colleghi di partito che hanno il torto di fare politica, magari sapendola pure fare meglio di loro, senza avere però prebende da spargere; la forza di queste dinastie sta nell’impedire da decenni a chiunque voglia fare politica di crescere, li colpiscono inesorabilmente facendoli capitolare o comunque cercando di sterilizzarli.Ma queste dinastie affette da onnipotentismo non comprendono che cosi facendo agevolano le tare che gli impediscono poi di avere eredi e che alla loro dipartita il loro ricordo presto cadrà nel dimenticatoio visto lo sfacelo che lasceranno.

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    Devo dire che l’esperienza di Auschwitz è stata tale per me da spazzare qualsiasi resto di educazione religiosa che pure ho avuto. C’è Auschwitz, dunque non può esserci Dio. Non trovo una soluzione al dilemma. La cerco, ma non la trovo. Queste due ultime frasi furono aggiunte a matita sul dattiloscritto dell’intervista con Camon da Primo Levi stesso.

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    La lotta per la democrazia è tanto più dura quanto più radicato è nelle istituzioni il desiderio di sopprimere il senso della vita delle persone stesse. Per questo vale sempre la pena lottare, sperare e avere il coraggio del cambiamento, si possono accettare per questo le perdite umane delle quali si ricorderà che hanno dato la vita per la vita, ma non quelle dei bambini, li davanti a tale genocidio, non esiste coscienza che tenga. Li c’è solo il castigo divino verso chi ha commesso simili atrocità.