Marcello Marchesi – Comportamento
Non ho niente da dire, ma lo devo dire.
Non ho niente da dire, ma lo devo dire.
È difficile raccontare a qualcuno i propri sentimenti o le proprie emozioni, fino a quando ti rendi conto che le nostre azioni hanno già parlato per noi.
Per rispettare gli altri non è necessario avere le stesse opinioni.
M’importa ben poco del giudizio negativo della gente, quando riconosco di aver agito correttamente e…
Posso accettare di fallire, chiunque fallisce in qualcosa. Ma io non posso accettare di non tentare.
Inneggiamo troppo la libertà illudendoci che precludere i sentimenti, o imprigionarci dietro ad uno scudo di indifferenza ci renda liberi, tanto da non renderci conto che quel paravento che innalziamo davanti a noi è un palliativo che nasconde soltanto la parte fisica del nostro essere, lasciando fuori come una coperta troppo corta, il dolore della nostra anima. Tutto questo, quando cerchiamo la libertà con sacrificio, con qualche rinuncia, per paura. Sì, perché abbiamo paura di soffrire, di rimanere delusi vivendo l’attimo senza pensare al dopo e allora preferiamo scegliere di restare in silenzio da soli. Siamo troppo condizionati dalla società, dai preconcetti, dai sensi corporali e non lasciamo quasi mai che il cuore comandi sulla ragione.
Perché sempre meno gente và a trovare i propri morti al cimitero? È semplice, davanti ad una lapide, muta, a una foto sbiadita, muta anch’essa, cosa rimane da fare? Pensare e questo non te lo lasciano fare. Uno che pensa può scardinare il sistema.