Marcello Marchesi – Religione
Che Dio ci perdoni, e ci perdonerà. È il suo mestiere.
Che Dio ci perdoni, e ci perdonerà. È il suo mestiere.
E poi non si diventa credenti nel giro di una notte. Una persona pensa di avere fede, poi nella vita succede qualcosa e la perde; dopodiché torna a credere, e poi di nuovo perde la fede e così via. Finché non raggiungiamo un determinato stato, non facciamo che oscillare. Soltanto così possiamo andare avanti. Ogni nuovo passo ci avvicina alla verità.
L’uomo non sa dare posto a Dio, semplicemente perché non sa stare al suo posto.
I miracoli così come definiti dalla chiesa non esistono. Esistono invece manifestazioni straordinarie “miracolose” come guarigioni improvvise anche molto eclatanti; ma questo non è dovuto ad un intervento “divino”, bensì alla straordinaria capacità, all’enorme intensità con la quale il “miracolato” crede nella sua guarigione per cui questo avviene. Queste straordinarie capacità, questa incrollabile fede, sono doti rarissime negli esseri umani. La quasi totalità degli individui pur desiderando, anche intensamente, che avvenga il “miracolo” della loro guarigione, purtroppo, nello stesso tempo no ne sono convinti; ci sperano ma non ci credono. Al contrario di quei pochissimi che vogliono e credono, senza tentennamenti, con tutte le loro forze nella loro guarigione. Per quello che riguarda i miracoli sanciti dalla chiesa; qualcuno ha detto: non credo nei miracoli; ci crederò soltanto quando un arto amputato ricrescerà. Ma questo non si è mai verificato!
Guardando con gli occhi di Dio ciò che prima pareva casuale diventa necessità, ciò che pareva limitato diventa infinito, ciò che pareva difficile diventa semplice, e ciò che è semplice lo ami.
La voce di uno che grida nel deserto:”Aprite la via al Signore.”(40, 3)
La morale del clero è uguale a quella di Dio, vale a dire inesistente.