Marco Giannetti – Dillo in quattro parole
Sceverati di tristezze superflue.
Sceverati di tristezze superflue.
Brindiamo alle nuove possibilità?
Nessuna follia nessun amore.
Vorrei darti la luce delle mie tante stelle, vorrei darti la serenità che mi porto nel cuore, vorrei farti carezze, una, cento, mille, vorrei colmare nelle mie mani tutti i brividi che conservo per te.Forse mi illudo, è solo l’alba che si erge nel sole, ma la luce è qui, qui con me, nella gioia del mio risveglio al tuo fianco, fatta di profumi, carezze nel nostro letto di seta.Forse un capriccio, forse è l’amore che ci ha voluto svegli, tenendo avvinghiati i nostri corpi.Tutto avviene per caso ma poi, non si dimentica più.
Mi chiedo se è meglio svegliarsi delusi per l’illusione di un sogno o addormentarsi speranzosi di riviverlo ancora.
La sofferenza diventa forza.
Bello rivolgere gli occhi al cielo, nell’abbraccio cosmico della luce delle stelle, in attesa di un tuo bacio.